Ecco come il Restorative Yoga trasforma l’ansia, la depressione e i dolori cronici.

Imparare a rilassarsi con il Restorative Yoga

Per tante persone il termine rilassamento significa prendere del tempo per non fare nulla. L’ingiunzione “Stai tranquillo, rilassati!” è ormai di moda per dire a qualcuno di fare una pausa o semplicemente di rilassarsi, ma non significa necessariamente che possiamo rilassarci. Anzi, quando si guarda la televisione, per esempio, il corpo può sentirsi bene mentre la mente e il sistema nervoso saranno molto attivi. Questa combinazione “corpo rilassato, mente attiva” fa eco alla combinazione di ansia e depressione che possiamo avere. Scoraggia il rilassamento e il suo aspetto terapeutico. 

Il vero rilassamento è profondamente terapeutico. Permette un rilassamento muscolare a livello del corpo e una pace o una reattività emozionale minore a livello della mente.

Il livello di attività cerebrale è inferiore durante il rilassamento a quello presente durante lo stato di veglia o anche durante il sonno. Il restorative yoga è un ottimo modo per creare questo vero rilassamento.

Ecco come funziona il restorative yoga: mentre la tensione muscolare attiva il sistema nervoso simpatico, il restorative yoga utilizza supporti per ogni asana o postura per ridurre al minimo la tensione muscolare e massimizzare il comfort fisico e il rilassamento. Mentre la stimolazione sensoriale (luce, suono, tatto, ecc.) attiva la funzione di “combatti o fuggi” (fight or flight response) del nostro sistema nervoso, il restorative yoga si svolge in una stanza calda, poco illuminata, nella quiete. Questo permette di ridurre la stimolazione sensoriale e di mantenere il sistema nervoso calmo.

Mentre le asana eseguite seduti o in piedi aumentano la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa (che può aumentare l’eccitazione del sistema nervoso), le posture di restorative yoga aiutano a mantenere il cuore posizionato allo stesso livello o al di sopra della testa in modo da ridurre la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Mentre un’inspirazione più lunga di un’espirazione e una respirazione attraverso la bocca possono causare l’iperventilazione, la respirazione attraverso il naso e un’espirazione più lunga di un’inspirazione possono abbassare la frequenza cardiaca e ridurre l’attività del sistema nervoso.

Il restorative yoga permette al sistema nervoso di tornare in equilibrio, al corpo di rilassarsi mentre il cervello rimane in uno stato di osservazione. Questa condizione è estremamente utile, consente di reagire meno intensamente ai pensieri e alle emozioni e, una volta che questi sono passati, di ritrovare più rapidamente l’equilibrio emotivo. Siccome il restorative yoga coinvolge il corpo e la mente, i suoi benefici meditativi e rilassanti sono legati anche al livello fisico e non soltanto a quello mentale. Ad esempio, attraverso la pratica del restorative yoga, impariamo a prendere coscienza della sequenza di ciò che ha provocato l’ansia. Diventiamo consapevoli della pressione interna che essa ha generato: il battito del cuore ed il nostro respiro accelerati, che indicano una stato di agitazione fisica.

 Possiamo cercare di uscire da questo stato utilizzando pensieri positivi, ma è molto più efficace utilizzare le tecniche di restorative yoga per interrompere rapidamente questo ciclo, attraverso le posture combinate con una respirazione adeguata.

Coltivare il momento presente con il restorative yoga

La consapevolezza del corpo e la coscienza del momento presente sono intimamente legate. Il corpo è la nostra guida migliore per la consapevolezza del momento presente. Non si preoccupa per il futuro e non si concentra sul passato. Non si chiede a che cosa somiglia o se è amato. Il corpo è proprio qui. Quando siamo fuori dal nostro corpo, siamo anche generalmente “fuori dal tempo”, non siamo nel momento presente, mentre quando siamo nel nostro corpo siamo nel qui ed ora. 

Pensa un attimo a come sia facile passare un’intera giornata senza realmente sentire il tuo corpo, senza esserne consapevole. Di solito, quando non sei nel tuo corpo, sei nella tua testa o nella tua mente, ma l’ansia e la depressione trovano le loro radici nel corpo. Così, quando non lo abiti, è difficile cambiare queste abitudini.

Lo squilibrio del sistema nervoso e lo stress creano tensioni e dolori nel corpo, rendendolo più sensibile a mantenere i suoi schemi emotivi complicati, viviamo così sotto l’ansia e la depressione, che possono farci sentire fisicamente molto male. Non vogliamo abitare questo corpo ansioso o depresso che ci fa stare così male e inneschiamo un meccanismo di protezione per evitare le sensazioni di dolore e di disagio. Mettere l’accento sull’esperienza diretta può aumentare temporaneamente questo malessere. Quindi, per evitarlo, cerchiamo di “uscire” dal nostro corpo, di dissociarcene,  portiamo la nostra consapevolezza all’esterno. 

Quando una persona ha avuto un grave accidente e ha dovuto sopportare un dolore fisico intenso, non è raro sentirla dire dopo che galleggiava all’esterno del suo corpo o non è stata consapevole del dolore. Nel contesto dell’ansia e della depressione, la dissociazione è una strategia comune per proteggersi da sentimenti dolorosi. Tuttavia, questa strategia non funziona così bene, infatti quella che all’origine era una risposta di emergenza per auto-proteggersi, può diventare a lungo termine un abbandono di sè. Dissociarsi dal corpo ha importanti conseguenze. Il fatto di non essere nel nostro corpo ci impedisce effettivamente di sentire, cosa che è il primo passo nello sviluppo del nostro equilibrio emotivo. Non essere nel corpo significa che non possiamo vivere le sensazioni di vittoria, di forza e di fiducia in noi che accompagnano il fatto di essere presenti e di lavorare per superare le nostre emozioni dolorose. Inoltre, il fatto di non essere nel nostro corpo ci impedisce di avere e di ripetere nuove esperienze positive. 

Se non siamo presenti nel nostro corpo quando pratichiamo il restorative yoga, non integriamo l’energia delle posture contro la depressione o la calma. Cosa succede allora? Queste nuove sensazioni scompaiono per essere sostituite dal disagio che speravamo di evitare. Anche se all’inizio si trattava di un meccanismo di difesa, la dissociazione generalmente peggiora fino ad arrivare all’alienazione. 

Il fatto di soffrire di ansia, di depressione o di un trauma può portare ad abituarci a non essere nel nostro corpo. Quando è da un bel po’ che non siamo stati in grado di essere presenti nel nostro corpo, se poi ci ricolleghiamo con esso possiamo provare all’inizio come una forma di disagio. È per questo motivo che gli esercizi di restorative yoga sono progressivi. Se non siamo presenti nel nostro corpo, non possiamo costruire il cambiamento emotivo.

Che il nostro dolore sia fisico o mentale, acuto o cronico, possiamo imparare a radicarci nell’esperienza diretta del corpo. Questo ha molti vantaggi. Dall’esperienza diretta impariamo ad ascoltare il corpo, a sentire i suoi messaggi e i suoi bisogni. Ad esempio, la costante tensione che sentiamo in compagnia dei nostri cari può segnalare un bisogno di solitudine. Una tensione addominale che sentiamo ogni volta che entriamo nel nostro ufficio può significare la necessità di cambiare lavoro. Il contagio emotivo che si è verificato dopo le controversie con le persone care può aiutare a renderci conto che abbiamo realmente bisogno di relazioni meno conflittuali.

Il Restorative Yoga e le fluttuazioni della nostra mente

Con il restorative yoga il corpo è calmo. Infatti, riduciamo la stimolazione sensoriale (come la luce, il suono e anche il contatto). Per la mente comincia il difficile. Siccome non si fida del corpo per fare bene le cose nella nostra vita quotidiana, non si fida neanche del corpo mentre pratichiamo il restorative yoga. La mente non può fare a meno di preoccuparsi: “Cosa sta succedendo?” “Perché non succede niente?” “Non mi sento meglio.” “Questa roba non funziona.” 

Senza qualcosa a cui aggrapparsi, la mente diventa incredibilmente attiva. In effetti, non importa ciò che il corpo sta facendo, la nostra mente è molto agile e salta da un pensiero all’altro, come una scimmia. 

La Filosofia dello Yoga ha studiato le fluttuazioni della nostra mente. Calmare la mente è diventato l’obiettivo ultimo. Con il suo aspetto meditativo, il restorative yoga può aiutare a calmare queste fluttuazioni. Tranne quando si modificano le posture (3 o 4 volte nel corso di una sessione di un’ora e mezza), il corpo rimane calmo. All’inizio, la nostra mente può diventare più veloce e cogliere tutto ciò che cattura la sua attenzione, poi ci concentriamo sull’esperienza diretta, possiamo osservare come l’esperienza cambia ad ogni momento. La mente nota ogni cambiamento, nota il va e vieni del dolore fisico, il via vai della nostra tristezza, sente l’orgoglio crescere e decrescere. Rileva la preoccupazione che si immette dentro di noi e poi scompare. Poi si centra e si calma. 

Quando pratichiamo il restorative yoga la volta seguente, avvertiamo che la mente comincia prima ad essere più veloce e poi si calma. Cominciamo a sentire le sue fluttuazioni ed a abituarci a questo ritmo. Poi vediamo le sue fluttuazioni come una tendenza naturale ed esse perdono il loro fascino, il loro aspetto convincente. La calma comincia a guadagnare terreno. Cominciamo ad essere calmi anche in mezzo a situazioni preoccupanti. In questo modo, cambiamo il modo di filtrarle e di reagire ad esse. Anche i nostri “filmati” e le nostre storie personali stanno cominciando a cambiare.
Il Restorative Yoga e gli schemi di pensiero

I benefici del restorative yoga risiedono anche a livello interno. La sua pratica non ci aiuta solo a riposare e digerire fisicamente, ci aiuta anche a farlo emotivamente. Il restorative yoga permette di “assimilare” più facilmente le nostre emozioni, di imparare da loro e poi di lasciarle andare.

In una pratica di yoga dinamico, il corpo è talmente impegnato che la mente ha meno opportunità di pensare. Nel restorative yoga, il corpo è rilassato. Il sistema nervoso è più calmo e la mente più riflessiva, le emozioni sono sentite pienamente. Infatti, quando il corpo è rilassato, si può sentire le emozioni di rabbia, di tristezza o l’ansia più pienamente e con meno reattività che durante una sessione di meditazione o di yoga dinamico. Inoltre, il corpo assimila queste esperienze. In questo modo, il sistema parasimpatico ci aiuta a riflettere su di esse ed a reindirizzare i nostri pensieri e le nostre emozioni, favorisce una comprensione intuiva, accurata e ad un livello corporeo profondo.

La pratica del restorative yoga ha un effetto sorprendente sul nostro modo di pensare. La sua azione permette di calmare il nostro sistema nervoso. Questo ci consente di osservare le nostre reazioni emotive intense e i nostri modelli di pensiero negativo quando siamo in uno stato di profondo rilassamento. Poiché siamo rilassati, è difficile per noi diventare preoccupati di fronte a ciò che ci disturba. In effetti, il nostro sistema nervoso e il nostro corpo sono profondamente a loro agio. Cominciamo ad esaminare le questioni molto emotive con più prospettiva. Comprendiamo meglio perché le persone agiscono in un certo modo. Invece di combattere, abbiamo più “compassione” verso di noi. Possiamo diventare più consapevoli e riflessivi, vedere le nostre vecchie storie come meno interessanti e dare loro meno peso. Cominciamo a percepirle come inesatte o auto-limitanti. Smetteremo di raccontarle regolarmente. Quando le nostre vecchie storie perdono della loro attrattiva, possono emergere nuove storie, cioè nuovi modi per affrontare le nostre interazioni e le nostre esperienze. 

I benefici del restorative yoga (piena consapevolezza, compassione, capacità di riflessione e di non-giudizio) si riflettono nelle nostre interazioni quotidiane. La consapevolezza emotiva e corporea che si sviluppa con la pratica è trasformativa, permette un vero e proprio cambiamento duraturo nella nostra vita, perché è molto più potente della comprensione mentale. 

Il restorative yoga ci aiuta a sviluppare le caratteristiche fondamentali per l’equilibrio emotivo, come la nostra capacità di vivere le emozioni senza dare loro troppa importanza e la capacità di “recuperare” dalle nostre emozioni quando appaiono. Integra le azioni di coaching, le quali possono permettere di sviluppare qualità di problem solving, di adattabilità o di connessione più profonda con la nostra saggezza innata. Il restorative yoga ci aiuta a sviluppare la piena consapevolezza, il discernimento e la riflessione, che portano a relazioni più sane.

Il restorative yoga ci aiuta così a conoscerci meglio. Cominciamo a sentire le nostre emozioni in modo tale da favorire la consapevolezza e la crescita.