Il rapporto dell’OMS sulla salute mentale demostra l’enorme estensione del fenomeno della depressione e dell’ansia, delle sue ripercussioni sulla qualità di vita dei malati e delle loro famiglie e dei suoi costi, diretti e indiretti per la società.

Le cifre che presenta il Rapporto sono impressionanti. Una persona su quattro, infatti, è o sarà affetta dell’ansia o dalla depressione nel corso della sua vita. Molte di queste persone soffrono da sole, in silenzio ; molte non ricevranno mai alcun trattamento. La depressione e l’ansia, sono oggi la causa principale di disabilità e si classifica quarta fra le dieci principali cause di disturbo. Se le previsioni sono corrette, nei prossimi 5 anni, la depressione e l’ansia diverranno la seconda causa di disturbo e nei prossimi 15 anni, questi due problemi saranno il numero 1.

QUAL’È LA SOLUZIONE PER STARE MEGLIO?

Praticare lo yoga dinamico? È meglio stare meglio, no? È effettivamente una idea molto diffusa negli Sati Uniti e anche in Italia. Più pratichiamo lo yoga meglio ci sentiamo. Oggi, lo yoga è molto sviluppato negli Stati Uniti (20 millioni di praticanti) ma anche in Italia. Il numero dei praticanti dello yoga dinamico, dell’Ashtanga Yoga, dello Yoga Anusara, dello Yoga Bikram in Italia così come in tutto il mondo “occidentale”, sta crescendo esponenzialmente.

Però, questi tipi di yoga “strong“ possono anche fare male. In qualche modo, lavorare così dura può portare a ripetere i nostri samskara o schemi di comportamento invece di cambiarli. 

Il libro: “The Science of Yoga: Risks and Rewards”, scritto da William Broad, porta alla luce un’impressionante mole di studi sui danni della disciplina. Alcuni sono usciti sulle più importanti riviste mediche, il Journal of the American Medical Association e il British Medical Journal. Altri sullo Yoga Journal, il cui esperto sanitario Timothy McCall ha iniziato una crociata contro l’uso dissennato dello yoga. Lo yoga dovrebbe insegnarci a ridimensionare il nostro ego, invece in troppe scuole è spinto agli estremi, in uno sforzo di realizzare performance sempre più avanzate. Lo stretching dei tendini può diventare un’ossessione.

Molto spesso, questi sensazioni e lavori forti portano a scatenare e a stressare il sistema nervoso. Questi lavori “strong“ lo portano quindi all’omeostasi. Non permettono di fare disminuire l’ansia e la depressione. 

L’alternativa è il restorative yoga che permette di stimolare il sistema parasimpatico. Questo è davvero una buona notizia poichè chiunque può praticarlo! 

IL RESTORATIVE YOGA, L’ARMA CONTRO L’ANSIA E LA DEPRESSIONE

Per cambiare il nostro stato sia al livello del corpo sia al livello mentale, bisogna equilibrare il sistema nervoso.

Il lavoro sulla mente aiuta ma non fa evolvere il corpo nel modo in cui potrebbe. Bisogna portare il corpo come l’elemento centrale. 

Un rilassamento profondo in piena coscienza potenzia l’attenzione; permette un maggior controllo dei circuiti neuroendocrini e in modo particolare di quello dello stress; una maggiore coerenza cerebrale cioè una migliore comunicazione tra i due emisferi, una maggiore capacità di adattamento ai cambiamenti della vita. 

Un’altra area di ricerca, che sta alimentando l’interesse nel restorative yoga è quella sulla neuroplasticità (cioè la capacità della mente di cambiare il cervello). Il termine Neuroplasticità fa riferimento alla capacità del sistema neurale di cambiare in modo plastico, a seguito di stimoli comportamentali, ambientali, processi neurali indotti o spontanei e, naturalmente, a seguito degli stimoli che pervengono dal corpo.

Con una frase si potrebbe sintetizzare che “il cervello cambia nel corso della vita”. Tutto ciò che viviamo modifica la struttura del nostro cervello: ciò che facciamo, ciò che proviamo, ciò che pensiamo. Noi siamo ciò che pensiamo e anche ciò che mettiamo in pratica. Il cervello impara attraverso le esperienze nuove. Una nuova esperienza fa crescere le cellule. Non è proprio importante l’esperienza stessa ma il modo in cui la metallizziamo. Praticare un tipo di yoga  “strong” non è una nuova esperienza poiché conduce a scatenare il sistema nervoso. 

Per uscire dai nostri schemi di pensiero e di comportamento che portano ad ansia e depressione, il restorative yoga è uno strumento che si rivolge alla mente e al corpo allo stesso tempo.

Le posizioni del restorative yoga aiutano a costruire nuove esperienze fisiche diverse da quelle dell’ansia o della depressione, indicano alla “rete mente-corpo” che non siamo né ansiosi né depressi. 

Il Restorative Yoga influisce anche sulla postura: si può cambiare le abitudini di movimento e di allineamento del corpo che potrebbero portare ad avere il petto chiuso, delle tensioni muscolari e dei movimenti accelerati che portano allo stress.

I benefici del restorative yoga non si fermano qui. Le tecniche di respirazione possono calmare una mente ansiosa o rinvigorire una mente lenta. L’uso del rilassamento nelle posizioni di restorative yoga equilibra il sistema nervoso. Il restorative yoga, aiutandoci nella nostra esperienza diretta (ciò che chiamiamo la consapevolezza del momento presente), apre anche la strada alla quiete della mente e al cambiamento dei nostri schemi di pensiero. 

Gli strumenti terapeutici del restorative yoga (come la consapevolezza del corpo, la visualizzazione, gli esercizi di respirazione, il rilassamento e le posture) non si accontentano soltanto di assemblare nuove esperienze più sane a livello emozionale. Essi vanno oltre queste esperienze, alla radice della nostra sofferenza originale: la separazione tra le parti più profonde di noi stessi. 

La bella notizia è che i principianti, i bambini, gli anziani e anche le persone che soffrono del cancro possono beneficiare degli effetti dello yoga attraverso la pratica del restorative.